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Sito ufficiale del Comune di Rometta (ME) |
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Rometta |
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La Storia Il medioevo |
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All'indomani dei Vespri Siciliani, Rometta appoggiò la canditatura alla corona di Sicilia di Pietro l'Aragonese contro Carlo D'Angiò. Per questo, Federico III l'Aragonese, il 13 ottobre 1323, concesse alla città gli stessi diritti e privilegi che già godevano i Messinesi. La concessione, la cui Pergamena originale è consevata nell'Archivio Storico di Messina, riguardava alcune agevolazioni in campo fiscale e giudiziario, nonchè ribadiva l'ascrizione della città nel Demanio Regio e l'esercizio per i cittadini romettesi degli Usi Civici nei terreni di proprietà della corte regia. Rametta, così come venne chiamata a partire dal 1100 circa, divenne la 40' città demaniale di Sicilia. |

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La pergamena del Privilegio del 1323 con il sigillo pendente |
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Nel 976 fu ricostruita dagli stessi arabi e ripopolata con intere famiglie musulmane. Sulle ceneri della bizantina Erimata o Remata (così come veniva indicata la città nelle fonti scritte bizantine), fu fondata la città-fortezza araba di Ramth. Nel 1061 la città-castello di Ramth fu coinvolta nella guerra civile che scoppiò tra i due emiri di Sicilia, ibn ath-Tumnah che controllava la parte orientale e Ibn al-Hawwas, signore della parte occidentale. Il Kaid o governatore di Rometta, assediato dall'esercito di ath-Tumnah e dei Normanni, suoi alleati, comandati dai fratelli d'Altavilla, Roberto e Ruggero, sconfessò l'obbedienza ad al-Hawwas ed aprì le porte della città giurando fedeltà al nuovo signore. Ben presto, i Normanni abbandonarono la funzione di alleati e divennero essi stessi protagonisti della conquista della Sicilia. Solo nel 1091, con la resa di Noto, Ruggero d'Altavilla divenne il signore assoluto ottenendo da papa Urbano II il titolo di Gran Conte di Sicilia.
Rometta nel periodo Aragonese (anno 1323) ricostruzione Sotto i Normanni, Rometta con tutto il suo antico distretto, che andava dal fiume Gallo sino al fiume Niceto, fu inglobata tra i beni del demanio regio. E' in questo periodo che la città fu interessata da una forte immigrazioni di gente cristiana, di stirpe greco-latino, proveniente dalla Calabria; forse gli stessi discendenti dei siciliani fuggiti davanti alla conquista araba. Secondo la tradizione, Ruggero d'Altavilla fondò una chiesa, dedicandola al suo santo protettore, S.Giorgio (l'attuale chiesa dei Cappuccini) e un monastero di donne sotto la regola basiliana chiamato S.Salvatore. Al monastero, che sorse su una vasta area in contrada rocche di S.Spirito o badia Annunziata, oltre a vari possedimenti di terreni e casali, donò una preziosa reliquia del braccio di S.Giorgio, ancora oggi conservata nella Chiesa Madre. |