Sito ufficiale del Comune di Rometta (ME)

Rometta

La Storia Dalle origini all’anno mille.

Tra il 725 e il 780, a Rometta trovò asilo il Vescovo di Catania, S.Leone da Ravenna, detto il Taumaturgo. L'alto prelato, appartenente all'ordine benedettino, si era opposto alle leggi iconoclastiche (distruzioni delle immagini sacre) emanate dagli imperatori bizantini, Leone III (717-741) e Costantino V (741-775). Fu quest'ultimo che ordinò l'arresto del vescovo oppositore. Dopo essersi rifugiato in alcuni centri dei Nebrodi, Leone riparò a Rometta. Qui, per paura di essere riconosciuto dalle autorità bizantine, si ritirò sulle boscose colline peloritane dove visse per alcuni anni in una grotta, da eremita. Fece ritorno a Catania dove morì nel 789.

San Leone Vescovo al centro tra S.Placido e S.Benedetto Tela del XVIII sec. Chiesa Madre (particolare)

Durante la conquista araba della Sicilia, a Rometta si concentrò l'ultima difesa bizantina contro l'invasione araba. Per anni, Rometta rappresentò un baluardo cristiano e un punto d'appoggio per quanti fuggivano dall'isola davanti all'incalzare dell'avanzata musulmana per passare al di là dello stretto, in terra calabra. 

Dal 963 al 965, Rometta sostenne un durissimo assedio ed i suoi abitanti si contraddistinsero per un atto estremo di eroismo. Tra il 24 e l'25 ottobre 964, fra la spiaggia e la roccaforte assediata (probabilmente in contrada Mazzabruno), avvenne una sanguinosa battaglia. Il resoconto dello scontro rivive nelle pagine degli storici arabi e greci medioevali che ci hanno tramandato il fatto d'arme con dovizia di particolari. L'armata bizantina, forte di 30.000 uomini, inviata nell'isola da Costantinopoli per spezzare l'assedio arabo su Rometta e riconquistare all'impero la Sicilia, impegnò l'esercito assediante con impeto e con cariche di cavalleria. Ma gli arabi, sebbene inferiori di numero, riuscirono a fermare l'avanzata degli avversari ed incitati dal proprio condottiero, ibn- Ammar, costrinsero i bizantini alla fuga. Al termine della battaglia, oltre diecimila soldati di Bisanzio giacevano morti sul campo mentre il resto fu tratto prigioniero. Si narra che sul campo fu trovata una spada appartenuta al profeta dell'Islam, Maometto che era stata catturata dai bizantini in una precedente battaglia. L'assedio a Rometta continuò sino al maggio successivo, quando, ormai, i difensori, senza alcuna speranza di ulteriori aiuti da Costantinopoli, stremati dalla fame e dai continui assalti portati dagli assedianti, inviarono fuori dalle mura le donne, i bambini e gli anziani superstiti che furono accolti nel campo nemico. All'alba del 5 maggio del 965, gli Arabi, dopo aver offerto ripetutamente la resa ai guerrieri romettesi e ricevutone da questi il rifiuto, sferrarono l'attacco decisivo alle mura di Rometta con tutte le loro forze. I pochi difensori li accolsero con le armi in pugno: caddero tutti, ad uno ad uno, combattendo. Rometta fu saccheggiata e data alle fiamme.

inglese

Rometta porta i segni inconfondibili della storia e della preistoria. Nulla sappiamo di sicuro intorno al primitivo insediamento umano in quel punto ma, dal momento che nel suo territorio si sono trovate testimonianze di vita che risalgono alla prima età del Neolitico, nella sua prima fase appartenente alla cultura di Stentinello (4000 anni prima di Cristo), all'età del ferro (sulla cime del monte Motta), per giungere alla necropoli del V- III sec. a.C, dobbiamo pensare che anche dove poi sorgerà Rometta vi sia stato originariamente un insediamento umano antico, forse con funzioni militari. Intorno al V secolo d.C. a Rometta si formò la comunità latino-greca che in fuga dai centri della costa, venne qui, in questo luogo aspro e scosceso ma adatto alla difesa estrema, a cercare rifugio e riparo alle devastanti invasioni vandaliche. 

Ben presto Rometta assunse un preciso ruolo strategico: dall'alto delle sue mura e delle sue torri controllava un buon tratto dell'antica strada che da Messina conduceva a Palermo. Un sistema di controllo e di vigilanza che si poggiava sulle numerose torri o torrette fortificate sparse, a raggiera, su tutto il suo antico distretto e che trovavano la loro base nella stessa città-castello. Chi possedeva il controllo militare di questa potente città-roccaforte, possedeva la chiave per prendere Messina. Rometta era l'ultima fortezza che poteva rallentare e rendere più perigliosa la strada verso la città dello stretto ad un esercito invasore.