Comune di Rometta

 

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SVENTATO TENTATIVO DI  FURTO NELLA CHIESA MADRE

Il dipinto rubato e ritrovato

    Rometta, Chiesa Madre - Tobiolo e  l'Angelo

     Tela del XVIII sec.

 

 

 

 

 

 

INTRODOTTOSI IN CHIESA DURANTE LA CELEBRAZIONE DELLA MESSA DOMENICALE UN MESSINESE DI 29 ANNI, SI IMPOSSESSA DI UN PREGIATO DIPINTO DEL XVIII SECOLO. BLOCCATO IN FUGA SULLA PROPRIA AUTO E RECUPERATO IL DIPINTO.

Questa volta l’ennesimo tentativo di furto nella Chiesa Madre di Rometta non è riuscito. Il ladro, subito dopo essersi impossessato di una preziosa tela, custodita in Sagrestia,  è stato fermato a bordo della sua utilitaria, una panda bianca vecchio tipo, dai Carabinieri sulla strada provinciale Rometta-Saponara. 

Il colpo criminoso, portato ai danni del patrimonio culturale ed artistico di Rometta  sembrava studiato da professionisti del crimine. All’inizio della Santa Messa delle 10,30, mentre la Chiesa era piena di fedeli, il B. A., di anni  28, residente in Messina, approfittando che in sagrestia non c’era nessuno e con la scusa di recarsi in bagno, salendo su una sedia,  asportava dalla parete un quadro di tela (cm. 48 x 36). Con celerità avvolgeva la preziosa tela in una coperta che si era portata dietro in una borsa di plastica. E così, senza lasciar trasparire alcun sospetto e prima che tra i fedeli presenti qualcuno  potesse rendersi conto dell’accaduto, attraversava la navata laterale e guadagnava subito l’uscita disperdendosi nei vicoli adiacenti. Passano alcuni minuti, quando un fedele, insospettito, entra in sagrestia e scopre il furto. L’allarme viene dato subito.  E’ stato  lo stesso  sacerdote, Salvatore Perdichizzi  a chiedere, dall’altare, di avvisare le forze dell’ordine. 

Tra i presenti c’è chi riconosce l’autore del furto che, nel giorno precedente si aggirava per le strade di Rometta su un’auto di color bianco. Tra i presenti anche il Brigadiere Capo, Giuseppe Venuto che assieme alla sua famiglia assisteva alla S.Messa.  Messosi subito alla guida della sua autovettura riusciva a raggiungere l’autore del furto nei pressi dell’abitato di S.Pietro di Saponara dove una volante dei Carabinieri, proveniente dalla parte opposta, bloccava la fuga del ladro. Sul sedile posteriore i militari rinvenivano, intatta anche se staccata dalla cornice, la preziosa tela.

 Il B. A.  è stato trasportato nella vicina caserma dei Carabinieri di Saponara, dove, dopo aver  espletato le pratiche del riconoscimento e verbalizzato la confessione dello stesso, è stato tradotto in stato di fermo a Messina. Qui, Lunedì  31 comparirà davanti al Giudice.  Anche il quadro rubato è stato trasportato nella Stazione dei carabinieri di Saponara dove è stato raggiunto dal Sacerdote, Perdichizzi , accompagnato dal Vice Sindaco e dall’Assessore alla Cultura e da alcuni cittadini romettesi, testimoni  dell’accaduto. Il quadro verrà riconsegnato martedì mattina direttamente nella Chiesa Madre.  Gli amministratori comunali hanno ringraziato i Carabinieri e i numerosi cittadini che hanno partecipato all’identificazione del ladro e, soprattutto, il Brigadiere Capo Venuto che è stato fondamentale per il recupero della preziosa tela.

Il dipinto su tela, che si è tentato di rubare, è da collocare tra il XVI e il XVIII secolo e rappresenta un episodio biblico dell’Antico Testamento (Tobia, 6, vv. 1-3), Tobiolo e l’Arcangelo Raffaele. Così  l’esperta d’arte, Prof.ssa Teresa Pugliatti, descrive la tela: “il sapiente trattamento cromatico, la finezza del segno e la sicurezza dell’impaginazione denunciano nel pittore esperienze di esiti tardo-manieristici fiamminghi in ambiente tosco-romano:  quelle esperienze, cioè, che acquisite già fin dalla fine del secolo XVI, si ritrovano elaborate in varie forme sino alla metà sel secolo XVIII. Ed è in questo momento estremo che deve collocarsi il dipinto di Rometta. Nell’azzurro paesaggio di fondo e nei cangianti rosa-verdi dell’angelo si ritrovano ancora elementi tardo-cinquecenteschi, tipici rispettivamente: del paesaggio introdotto in Italia dai fiamminghi e in particolare a Roma da Paul Bril, e dal colorismo toscano rielaborato a Roma nella cerchia dei post-raffaelleschi 1”.

Il quadro, quasi sicuramente, si trovava  tra gli arredi sacri della scomparsa Chiesa della SS.Trinità, fatta erigere a Rometta, nel XII sec.  dai Cavalieri Templari. Successivemante, la chiesa passò sotto la giurisdizione dell’Ordine Teutonico che la resse sino al finir del XVIII  secolo quando il quadro passò definitivamente tra i beni dell’attuale Chiesa Madre SS.Assunta di Rometta.

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1 - Teresa Pugliatti, Rometta il patrimonio storico artistico, Messina 1989, pag.138