ROMETTA                     

ARCHIVIO STORICO DEI PELORITANI

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 E la Badessa diede scacco al Principe di Spadafora

 

 

 

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Pagine d'archivio:

La soppressione dei Monasteri

La Chiesa locale contro la Legge eversiva del Regno d'Italia

Marinai morti sulle spiagge di Rometta Marea: 21 maggio 1943

Cittadinanza onoraria a Benito Mussolini

 

 

La battaglia a colpi di sentenze per il mancato pagamento di un censo

 

 Uno dei pezzi più pregiati giunti fino a noi dall’ex Ufficio Registro di Rometta è costituito dal carteggio relativo a una lunga vertenza legale che affonda le sue radici nel lontano 1451. Il 7 ottobre di quell’anno, «per atto in Notar Leonardo Camarda, il Monastero di San Gregorio [di Messina] concesse in enfiteusi perpetua al Sig. Corrado Spadafora salme otto di terra siti nel territorio di Venetico e Spatafora per l’annuo canone perpetuo di Diritto Domini.» Corrado Spadafora era Barone di Venetico e Mazzarrà e l’appezzamento in questione si trovava in «contrada Bagni di sopra e di sotto».

 Il 23 maggio 1642 viene stipulato un atto – in Notar Don Gregorio Comunale di Messina – tra il discendente di Corrado, «il fu Don Francesco Spadafora, Principe di Venetico a favore del detto Monastero di San Gregorio in vigor del quale si stabilì che per il censo dovuto sopra le terre poste nel territorio di Venetico e Spadafora nella contrada Bagni di sopra e di sotto in salmi otto di frumento ed orzo annuali dovuto a detto Monastero giusta l’antica concessione agli atti del fu Notar Don Leonardo Camarda…  si pagasse onze 9 al detto Monastero con patto espresso, che cessando di pagare per due anni si dia luogo alla devoluzione delle suddette terre ma con tutti i benfatti

In seguito tale contratto non fu rispetto regolarmente. Nel 1826 l’allora Principe di Maletto, Domenico Spadafora Colonna, effettua una serie di pagamenti arretrati alla Badessa del Monastero: «…ducati ottantasette e grani trentasei, a compimento, di ducati duecentodue e grana quarantasei ed a conto di ducati trecentoventidue per sette annualità maturate a tutto agosto 1825 nette di peso dalla fondiaria, ed il rimanente di ducati duecentoventi gli le ha dilazionati di pagarle a ducati trenta l’anno oltre l’annualità corrente, col patto espresso che mancando a un solo pagamento s’intenda maturato l’intero debito

Evidentemente a quel pagamento si mancò, tant’è che nel 1828 la Badessa , Donna Maria Teresa Barone, cita in giudizio il Principe di Maletto e di Venetico, nonché Marchese di Spadafora e San Martino, chiedendo e ottenendo la rescissione del contratto che legava il Monastero di San Gregorio al casato degli Spadafora e la restituzione del fondo in contrada Bagni e degli immobili in esso esistenti.