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Comune
di Rometta
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Rometta, 01/03/07 |
1. lavori sulla Via Porta Messina (ex Via Castello)
2. lavori in corso sulla Via Ruggero D'Altavilla. |
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Iniziati
i lavori di recupero dell'antica zona giudaica Previsti
dal PIT 22, saranno interessate le zone intorno ai ruderi della chiesa
conventuale di S.Antonino da Padova e alla chiesa Bizantina. Sono iniziati i lavori di Recupero e
Riqualificazione dell’antica zona Giudaica del Comune di Rometta previsti
nell’ambito del PIT 22 “La via dell’argilla”. Due le zone interessate:
quella compresa tra Cosa
prevedono i lavori da eseguire: Il rifacimento ex novo di tutta la pavimentazione stradale e pedonale delle due aree. Il materiale da utilizzare sarà la caratteristica lastra di pietra calcarea, del tipo estratto nelle cave di Novara di Sicilia. Oltre al manto stradale, si interverrà sugli attigui marciapiedi e sulle vie pedonali che attraversano l’antico quartiere giudaico. Anche tutta l’area circostante la piazzetta S.Antonio sarà interessata dai lavori di restauro. Nei lavori sono previsti anche interventi sull’illuminazione della via Regina Elena, della scalinata chiesa S.Antonino, della via Porta Messina e del sagrato della Chiesa Bizantina. Per quanto riguarda la seconda zona d’intervento, quella della chiesa bizantina, l’opera di restauro riguarderà tutta l’area che circonda l’edificio religioso, con particolare riguardo al sagrato, cioè l’area rivolta ad oriente dove si aprono le tre porte d’accesso, una volta coperte dal narcete, e l’area attigua alla via Ardizzone (oggi utilizzata come parcheggio) dove nel cinquecento fu aperta una porta della quale ancora oggi rimangono i segni sulla parete esterna: in questa area, una volta finiti i lavori, non sarà più possibile posteggiare gli automezzi. Tutto il sagrato sarà recuperato al suo antico aspetto e diverrà un magnifico belvedere a cui l’antica chiesa farà da sfondo. Stessa opera di restauro subirà la piazzetta vicina alla Porta Terra o Milazzo, vista come un unicum urbanistico omogeneo che pressappoco si è conservato integro durante i secoli. Perché
si chiama zona giudaica. Nell'area
che va pressappoco dai ruderi della seicentesca chiesa conventuale di S.Antonino
da Padova sino a Via Natoli, secondo la tradizione storica, risiedeva sino al
1492, una folta comunità ebraica. Risale a quell’anno l’infausto editto di
Re Ferdinando “il Cattolico” che scacciava da tutti i domini spagnoli,
compresa
Da
chi sono finanziati i lavori. Ammesso al finanziamento con Decreto del Presidente della Regione Siciliana del 18 Giugno 2002, il PIT n. 22 “La via dell’argilla per lo sviluppo e la produttività” per un importo complessivo di 22.775.226,00 euro, ha visto via via partire tutti i progetti presentati dalle varie amministrazioni comunali che compongono il consorzio del PIT per giungere al nostro progetto, la zona giudaica, finanziato interamente dall’Assessorato Regionale Beni Culturali ed Ambientali e Pubblica Istruzione, Dipartimento Regionale Beni Culturali e Ambientali con un finanziamento di euro 1.136.207,00. I
lavori, appena iniziati, fanno parte di una più vasta attività di
programmazione tendente alla riqualificazione
di tutte le aree del centro storico, portata avanti dall’Amministrazione
Comunale che ha individuato le forme di finanziamento, necessità primaria visto
la considerevole estensione delle strade interne che presuppongono un
altrettanto considerevole impegno finanziario, impossibile da soddisfare con le
sole esigue risorse del Bilancio Comunale. II
Progetto Integrato Territoriale (P.I.T.) è una delle modalità privilegiate
della programmazione negoziata. Quest’ultima costituisce uno strumento
finalizzato alla promozione ed allo sviluppo del territorio, che trova
fondamento nella cooperazione tra istituzioni pubbliche e private, parti sociali
e mondo delle imprese e nella realizzazione di investimenti volti a generare
condizioni più favorevoli alla crescita economica di specifici territori. I PIT,
(in Sicilia ce ne sono 27), dovrebbero far presa sul principio
d’integrazione nell’uso delle risorse per lo Sviluppo Locale. Favoriscono la
definizione e l’attuazione di progetti strettamente legati al territorio.
Tutti i Progetti fanno riferimento al
POR Sicilia, Obiettivo
1 con un ambito
di intervento legato alla cultura, alle piccole e medie Imprese e ai
servizi alle imprese, al turismo e alle attività ricreative. In
particolare i PIT
sono
caratterizzati da alcuni elementi specifici: −
individuazione
dell’idea-guida e della strategia del progetto, che si traduce nella
definizione di obiettivi concreti riferiti al progetto stesso; −
identificazione
di un ambito territoriale o tematico specifico, che rappresenta il contesto di
riferimento; −
identificazione
del soggetto responsabile del progetto; − identificazione delle modalità gestionali e procedurali e di monitoraggio più opportune a rendere effettiva la realizzazione del progetto integrato, in relazione alle caratteristiche del progetto stesso. Cos’è
il PIT n. 22 “la via dell’argilla” Nell’ottobre 2001 il Dipartimento Regionale della programmazione della Regione ammette a valutazione definitiva le linee programmatiche di sviluppo presentato dai Comuni del PIT 22. Gli stessi soci aderenti al PIT 22 scelgono il Comune di San Pier Niceto quale gestore tecnico-amministrativo dell’Ufficio Unico. Nell’agosto del 2002, viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione, il Decreto del programma di finanziamento dell’intero PIT 22. Da allora e sino al dicembre 2005 è un susseguirsi di atti e procedure tecnico amministrative necessari per il finanziamento finale che si concretizza nel mese successivo con la registrazione alla Corte dei Conti del decreto di finanziamento dell’Assessorato Regionale ai beni Culturali che finanzia interamente il progetto di recupero della zona giudaica di Rometta. Nel marzo 2006, viene pubblicato il Bando per lo svolgimento del pubblico incanto per l’aggiudicazione dei lavori da effettuarsi a Rometta. E’ l’Ufficio Unico di San Pier Niceto che svolge le operazioni del pubblico incanto dal quale uscirà l’impresa titolare dell’esecuzione dei lavori. Finalmente, dopo sei anni, sembra essere giunti al traguardo. Ma, nel luglio 2006, un’impresa concorrente, esclusa dalla gara, presenta al tribunale Amministrativo Regionale ricorso contro l’aggiudicazione e rivendica la sospensione dell’appalto. Bisognerà attendere altri otto mesi, tra il verdetto del TAR di Catania che ha rigettato il ricorso dell’Impresa esclusa e l’espletamento delle ultime pratiche amministrative, per vedere iniziare materialmente i lavori di recupero.
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