Comune di Rometta

ARCHIVIO WEB

    Home  Archivio                   

 Rometta, 01/03/07

 

1. lavori sulla Via Porta Messina (ex Via Castello)

 

2. lavori in corso sulla Via Ruggero D'Altavilla. 

 

Iniziati i lavori di recupero dell'antica zona giudaica

Previsti dal PIT 22, saranno interessate le zone intorno ai ruderi della chiesa conventuale di S.Antonino da Padova e alla chiesa Bizantina.  

Sono iniziati i lavori di Recupero e Riqualificazione dell’antica zona Giudaica del Comune di Rometta previsti nell’ambito del PIT 22 “La via dell’argilla”. Due le zone interessate: quella  compresa tra la Via Porta Messina (ex Via castello), Via Regina Elena, Via delle Fortificazioni e l’area antistante la Chiesa di S. Antonino da Padova; l’altra tra la piazzetta Porta Milazzo e la Chiesa Bizantina. Attualmente i lavori sono iniziati dalla via Castello e sono  eseguiti dall’impresa Di Carlo Gioacchino con sede in Ventimiglia di Sicilia (PA) la quale si è aggiudicata l’appalto con un ribasso percentuale del 7,312 sull’importo posto a base d’asta di € 787.104,00 per cui l’importo definito di aggiudicazione, al netto del ribasso d’asta è di euro 762.346,96 a cui va aggiunto la somma di 32.796,00 euro esclusi dal ribasso in quanto oneri per la sicurezza.  L’impresa, in un anno di lavoro (consegna prevista entro il marzo 2008), dovrà eseguire i lavori indicati dal progetto che dovranno riportare al recupero e alla sistemazione di due delle più belle e suggestive aree del centro storico di Rometta.  

Cosa prevedono i lavori da eseguire:

Il rifacimento ex novo di tutta la pavimentazione stradale e pedonale delle due aree.  Il materiale da utilizzare sarà la caratteristica lastra di pietra calcarea, del tipo estratto nelle cave di Novara di Sicilia. Oltre al manto stradale, si interverrà sugli attigui marciapiedi e sulle vie pedonali che attraversano l’antico quartiere giudaico. Anche tutta l’area circostante la piazzetta S.Antonio sarà interessata dai lavori di restauro. Nei lavori sono previsti anche interventi sull’illuminazione della via Regina Elena, della scalinata chiesa S.Antonino, della via Porta Messina e del sagrato della Chiesa Bizantina. Per quanto riguarda la seconda zona d’intervento, quella della chiesa bizantina, l’opera di restauro riguarderà tutta l’area che circonda l’edificio religioso, con particolare riguardo al sagrato, cioè l’area rivolta ad oriente dove si aprono le tre porte d’accesso, una volta coperte dal narcete, e l’area attigua alla via Ardizzone (oggi  utilizzata come parcheggio) dove nel cinquecento fu aperta una porta della quale ancora oggi rimangono i segni sulla parete esterna: in questa area, una volta finiti i lavori, non sarà più possibile posteggiare gli automezzi. Tutto il sagrato sarà recuperato al suo antico aspetto e diverrà un magnifico belvedere a cui l’antica chiesa farà da sfondo. Stessa opera di restauro subirà la piazzetta vicina alla Porta Terra o Milazzo, vista come un unicum urbanistico omogeneo che pressappoco si è conservato integro durante i secoli. 

Perché si chiama zona giudaica.

Nell'area che va pressappoco dai ruderi della seicentesca chiesa conventuale di S.Antonino da Padova sino a Via Natoli, secondo la tradizione storica, risiedeva sino al 1492, una folta comunità ebraica. Risale a quell’anno l’infausto editto di Re Ferdinando “il Cattolico” che scacciava da tutti i domini spagnoli, compresa la Sicilia , gli Ebrei. La comunità semitica, presente in Sicilia già dall’epoca romana, fu una delle comunità più consistenti, che visse in mezzo ai cristiani, sia pure con l’obbligo di contraddistinguersi. Il sovrano spagnolo spazzò, così, via dalla vita siciliana una componente fondamentale, quella ebraica, basata sulla forza economica, e ne cancellò le tradizioni e la storia. Un atto vile, mascherato da motivazioni di intolleranza religiosa, ma dietro il quale si nascondeva il vero intento di confiscare i beni degli ebrei siciliani. E così fu.

 

Da chi sono finanziati i lavori.

Ammesso al finanziamento con Decreto del Presidente della Regione Siciliana del 18 Giugno 2002, il PIT n. 22 “La via dell’argilla per lo sviluppo e la produttività” per un importo complessivo di 22.775.226,00 euro, ha visto via via partire tutti i progetti presentati dalle varie amministrazioni comunali che compongono il consorzio del PIT per giungere al nostro progetto, la zona giudaica, finanziato interamente dall’Assessorato Regionale Beni Culturali ed Ambientali e Pubblica Istruzione, Dipartimento Regionale Beni Culturali e Ambientali con un finanziamento di euro 1.136.207,00.

 Perché i lavori nella zona giudaica.

I lavori, appena iniziati, fanno parte di una più vasta attività di programmazione tendente alla  riqualificazione di tutte le aree del centro storico, portata avanti dall’Amministrazione Comunale che ha individuato le forme di finanziamento, necessità primaria  visto la considerevole estensione delle strade interne che presuppongono un altrettanto considerevole impegno finanziario, impossibile da soddisfare con le sole esigue risorse del Bilancio Comunale. Gli strumenti di programma hanno portato a dividere gli interventi di riqualificazione. Si è iniziato dal recupero della via cosiddetta “Giro dei Cappuccini”, con i lavori eseguiti tra il 2002-2003 dove la Regione Siciliana ha coperto finanziariamente le opere. Per quanto riguarda la Via Mario Giurba e tutta l’area d’accesso al Poggio Torre, l’opera di riqualificazione è stata inserita nella programmazione negoziata del PRUSST Valdemone che prevede subito la totale copertura finanziaria della redazione della progettazione esecutiva per poi attivare dei canali preferenziali (partecipazione ai bandi di finanziamenti dell’Unione Europea) per la definitiva assegnazione finanziaria dei lavori da eseguire. Lavori che saranno integrati dalla progettazione esecutiva per il recupero statico dell’intero Poggio Torre e dal restauro conservativo dei ruderi del Palatium di Federico II e della torre carceraria.

 COSA SONO I P.I.T.

II Progetto Integrato Territoriale (P.I.T.) è una delle modalità privilegiate della programmazione negoziata. Quest’ultima costituisce uno strumento finalizzato alla promozione ed allo sviluppo del territorio, che trova fondamento nella cooperazione tra istituzioni pubbliche e private, parti sociali e mondo delle imprese e nella realizzazione di investimenti volti a generare condizioni più favorevoli alla crescita economica di specifici territori. I PIT, (in Sicilia ce ne sono 27), dovrebbero far presa sul principio d’integrazione nell’uso delle risorse per lo Sviluppo Locale. Favoriscono la definizione e l’attuazione di progetti strettamente legati al territorio. Tutti i Progetti fanno riferimento al POR Sicilia, Obiettivo 1 con un ambito di intervento legato alla cultura, alle piccole e medie Imprese e ai servizi alle imprese, al turismo e alle attività ricreative. In particolare i PIT sono caratterizzati da alcuni elementi specifici:

individuazione dell’idea-guida e della strategia del progetto, che si traduce nella definizione di obiettivi concreti riferiti al progetto stesso;

identificazione di un ambito territoriale o tematico specifico, che rappresenta il contesto di riferimento;

identificazione del soggetto responsabile del progetto;

identificazione delle modalità gestionali e procedurali e di monitoraggio più opportune a rendere effettiva la realizzazione del progetto integrato, in relazione alle caratteristiche del progetto stesso.

Cos’è il PIT n. 22 “la via dell’argilla”

 Il 26 giugno 2001, i Sindaci che fanno parte della Società Pubblica Consortile Tirreno Ecosviluppo 2000 e cioè, Rometta, S. Lucia del Mela, S. Filippo del Mela, Pace del Mela, Condrò, Gualtieri,  Sicaminò, S. Pier Niceto, Torregrotta, Monforte S. Giorgio, Roccavaldina, Valdina, Venetico,  Spadafora, Saponara e Villafranca Tirrena, sottoscrivono l’atto di nascita del PIT n. 22 denominato “La via dell’argilla”. Assieme a loro diversi enti pubblici e privati abbracciano il programma dei Sindaci fondatori, tra le quali, la Provincia Regionale di Messina, l’Università degli Studi di Messina, la Soprintendenza ai beni culturali di Messina, l’Associazione degli  industriali di Messina, l’Associazione Club Alpino Italiano di Messina, la Lega ambiente di Messina, le associazioni Lipu e Italia Nostra di Messina, Parco Scientifico e Tecnologico della  Sicilia, Consorzio Area di Sviluppo Industriale di Messina, Istituto Statale d’Arte di Milazzo.

 Nell’ottobre 2001 il Dipartimento Regionale della programmazione della Regione ammette a valutazione definitiva le linee programmatiche di sviluppo presentato dai Comuni del PIT 22. Gli stessi soci aderenti al PIT 22 scelgono il Comune di San Pier Niceto quale gestore tecnico-amministrativo dell’Ufficio Unico. Nell’agosto del 2002, viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione, il Decreto del programma di finanziamento dell’intero PIT 22. Da allora e sino al dicembre 2005 è un susseguirsi di atti e procedure tecnico amministrative necessari per il finanziamento finale che si concretizza nel mese successivo con la registrazione alla Corte dei Conti del decreto di finanziamento dell’Assessorato Regionale ai beni Culturali che finanzia interamente il  progetto di recupero della zona giudaica di Rometta. Nel marzo 2006, viene pubblicato il Bando per lo svolgimento del pubblico incanto per l’aggiudicazione dei lavori da effettuarsi a Rometta. E’ l’Ufficio Unico di San Pier Niceto che svolge le operazioni del pubblico incanto dal quale uscirà l’impresa titolare dell’esecuzione dei lavori. Finalmente, dopo sei anni, sembra essere giunti al traguardo. Ma, nel luglio 2006, un’impresa concorrente, esclusa dalla gara, presenta al tribunale Amministrativo Regionale ricorso contro l’aggiudicazione e rivendica la sospensione dell’appalto. Bisognerà attendere altri otto mesi, tra il verdetto del TAR di Catania che ha rigettato il ricorso dell’Impresa esclusa e l’espletamento delle ultime pratiche amministrative, per vedere iniziare materialmente i lavori di recupero.