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Comune di Rometta |
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Filari, 30/06/2007 |
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Un tratto della strada prov.le Filari Dove si deve realizzare l’opera? La contrada Filari si trova a monte di Rometta Marea e si snoda lungo la provinciale Rometta Marea-Rometta. Di recente espansione urbanistica, la contrada Filari si è sviluppata intorno all’antico gruppo di casolari, attraversato da una trazzera pubblica che lambiva la vicina Chiesetta dedicata a San Giuseppe e conduceva all’abitato di San Martino di Spadafora. Il piccolo centro abitato di Filari, nell’estate del 2004, è balzato all’attenzione della stampa locale per la ventilata costruzione di una Stazione di trasferenza per i rifiuti solidi urbani, individuata dal Commissario Regionale per l’emergenza rifiuti su istanza di una ditta privata. La stazione di Trasferenza è stata annullata dopo che i Cittadini residenti, assieme all’Amministrazione e al Consiglio Comunale, hanno messo in evidenza le ragioni per cui non era proponibile la localizzazione di una stazione di stoccaggio rifiuti provenienti dai 35 Comuni del Circondario tirrenico in una delle zone dove insistono abitazioni civili e che sarà, nel prossimo futuro, la naturale espansione urbana e residenziale di Rometta Marea. Il progetto, iniziato nel 2001, prevede la realizzazione di circa 1400 metri di illuminazione pubblica con la posa di nr. 61 pali del tipo tronco conico a stelo curvato, alti 7,80 metri lungo la strada provinciale ad una distanza di 23 metri circa tra gli stessi pali. Progettato dall’Ufficio Tecnico Comunale, il lungo e complesso iter amministrativo inizia nell’ottobre 2001 quando il progettista, ing. Maurizio Argento, componente dell’Ufficio Tecnico, individua l’importo occorrente per la realizzazione depositando tutti gli elaborati tecnici. Da allora è un susseguirsi di richieste di “Nulla Osta” e autorizzazioni occorrenti per Legge in materia di elettrificazione. Per sintesi riportiamo i vari Enti Pubblici demandati al rilascio delle autorizzazioni e di conseguenza ad approvare il progetto: - Ministero dell’Industria e Commercio, Direzione Generale Fonti Energia e Industria di base – ROMA; - Assessorato Regionale Industria – PALERMO; - Ente nazionale per le Strade, sezione tecnica – PALERMO; - Ente Ferrovie dello Stato, ufficio Impianti elettrici – PALERMO; - Corpo Regionale delle Miniere – PALERMO; - Aeronautica Militare, Reparto operativo infrastrutture – BARI; - Comando Militare Autonomo della Sicilia, Ufficio Affari generali – PALERMO; - Ministero delle Comunicazioni, Ispettorato territoriale – PALERMO; - Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali, sezione Beni Archeologici – MESSINA; -
ANAS S.p.A., Direzione regionale per - Soprintendenza per i BB.CC., sezione per i beni Architettonici, Paesistici, naturali e Naturalistici – MESSINA; - Assessorato Regionale Lavori Pubblici tramite il Genio Civile – MESSINA - Provincia Regionale di Messina – MESSINA; - ENEL, Divisione Infrastrutture e reti – MESSINA. Ognuno dei suddetti Enti e Pubbliche Amministrazioni, infatti, è deputato per Legge ad esprimersi su ogni progetto per la realizzazione di impianti d’illuminazione pubblica esterna e a rilasciare, dietro presentazione del progetto, completo di tutti gli elaborati grafici, planimetrici e relazioni, il parere positivo o negativo, oppure ad indicare le modifiche da apportare. Le prime richieste di Nulla-Osta iniziano il 21 marzo 2002 e terminano, dopo vari solleciti effettuati dall’Amministrazione Comunale, agli inizi del 2006. Il tempo per modificare il progetto in base alle modifiche intervenute nel frattempo (aggiornamento dei costi, lievitati nel lasso di tempo), ed ecco che, finalmente, il prossimo10 luglio 2007, l’Ufficio Tecnico, nelle persone degli Ing.. Cannata Nicolò e Crinò Salvatore, acquisiti tutti i pareri, effettueranno la gara pubblica per individuare l’impresa che dovrà eseguire i lavori per illuminare una parte del territorio comunale. Solo la convocazione di una Conferenza di servizi poteva evitare una tale lungaggine, ma l’esiguità del progetto, la particolare natura dei lavori e gli Enti Pubblici coinvolti non ha permesso di ricorrere all’iter semplificato che avrebbe potuto, in teoria, accorciare i tempi..
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