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VISITA PASTORALE A ROMETTA DI MONS. GIOVANNI MARRA

ARCIVESCOVO DI MESSINA.

21 FEBBRAIO 2006

"Salire a Rometta è come entrare a Gerusalemme..."

Sono queste le parole con le quali ha esordito l'Arcivescovo di Messina nella seduta straordinaria del Consiglio Comunale di Rometta del 21 febbraio. Ad accogliere nella sala Consiliare Mons. Marra, oltre al Sindaco, prof. Enrico Etna, i Consiglieri Comunali e una folta rappresentanza di cittadini.

La giornata è iniziata con il saluto di Roberto Abbadessa, Presidente del Consiglio Comunale: “Eccellenza Reverendissima, è con grande gioia che Le rivolgo il benvenuto mio personale, dell’intero Consiglio Comunale che mi onoro di rappresentare e dell’intera città di Rometta in questo giorno in cui si realizza questo meraviglioso incontro nella sede istituzionale del Consiglio Comunale di questa splendida Città tra il proprio Pastore, i suoi rappresentanti politici e gli amati nostri cittadini. Mi rivolgerò a Lei, Eccellenza, per dirLe che sono lieto di interpretare le convinzioni e il pensiero dei consiglieri e di chi governa questa città, ringraziandoLa per la visita che  ha voluto fare a questa istituzione cittadina e porgerLe contestualmente il nostro saluto più caloroso ed affettuoso.A distanza di pochi giorni la popolazione di Rometta è beneficiata e onorata ancora della Sua presenza per la quale rende infinitamente grazie.

(da sinistra: il Sindaco, Mons. Marra e il Presidente del Consiglio Comunale

Vorrei esprimerle - ha continuato il presidente del Consiglio Comunale - gratitudine per l’impegno delle Parrocchie, dei Parroci, i Sacerdoti Salvatore Perdichizzi e Antonino Scibilia e delle varie realtà ecclesiali che operano a Rometta: il loro contributo è fondamentale per una collaborazione proficua a servizio della città e in modo particolare dei singoli cittadini. La presenza della Chiesa a Rometta ha segnato sempre un orientamento sicuro verso il bene comune e diventa sempre più segno tangibile di riferimento, in modo particolare per i giovani, che necessitano della nostra attenzione. C’è bisogno di valori veri,  di un’etica capace di guardare all’uomo e non sempre al profitto; un’etica che abbia un fondamento sicuro e stabile. C’è bisogno di riscoprire la ricchezza del dialogo e della capacità di collaborazione. Un’etica che risvegli l’animo di tutti per agire in sinergia, al di là delle diversità partitiche, in difesa della vita umana e della famiglia".

I consiglieri comunali  (da sinistra), Alessandro Nava e Andrea Cordaro.

Subito dopo ha preso la parola il Consigliere, Dott. Andrea Cordaro, in rappresentanza del gruppo "Insieme per amministrare" che ha ricordato l'emozione di essere strato presente, nel 1997, in qualità di Sindaco, all'insediamento di Mons. Marra nella sede arcivescovile di Messina: "con la mente vado a quel giorno in cui Ella è stato accolto nella sua nuova veste di pastore dell'arcidiocesi di Messina. Grande entusiasmo suscitarono in noi le sue parole che in tutti questi anni hanno visto concretizzarsi nel suo impegno per una crescita morale di tutta la nostra Comunità".

I Consiglieri, (da sinistra): Andrea Di Perri, Maurizio Cipriano, Nicola Giunta e Saija Benedetto.

A seguire l'intervento del Consigliere Nicolò Giunta a nome del gruppo "Continuità e Sviluppo" che così ha esordito: Non è cosa di tutti i giorni il poter avere ospite il proprio Vescovo, il proprio pastore nella aula consiliare delle propria città. Questo evento lascerà di sicuro il segno in ciascuno di noi e costituirà certamente un momento di riflessione che potrà incoraggiare questo illustre consesso a continuare a lavorare nell’interesse della comunità con maggior vigore ricordando i messaggi di speranza che S.E. ha già inviato ai cittadini romettesi in occasione della Vostra visita pastorale iniziata nel nostro Comune il 5 Febbraio scorso a Rometta Marea".

l'intervento della d.ssa Sabrina Ragusa

In rappresentanza dei Dipendenti Comunali la dr.ssa Sabrina Ragusa, Direttore generale del Comune,  ha messo in evidenza le finalità dell'impegno civico nei vari settori dell'attività burocratica comunale: in questa occasione che vede S.E. incontrare la comunità di Rometta nella sua componente civile è doveroso riaffermare il fondamentale ruolo che l’ente locale è chiamato quotidianamente a svolgere nei confronti della propria comunità. Il Comune, infatti, nella sua componente burocratica-amministrativa, ha il fondamentale compito di collaborare, unitamente agli organi politico-istituzionali, a realizzare l’interesse pubblico, cioè l’interesse di tutti i cittadini. Nell’accezione cristiana tale interesse pubblico è più semplicemente indicato come il bene comune. E’ innegabile infatti che il perseguimento del bene comune trova le sue radici nella cultura cristiana, in quanto portatrice dei fondamentali valori che sono alla base della vita di una società civile, quali la solidarietà, la valorizzazione ed il rispetto della persona e della dignità umana, la sussidiarietà."

(da sinistra) il Vice Sindaco Nino Visalli, il Direttore Generale, il Sindaco, l'Arcivescovo e il Presidente del Consiglio

Infine, il Sindaco, Prof. Enrico Etna, si è soffermato sulle peculiarità delle istituzioni cristiane nella Storia di Rometta: Eccellenza Reverendissima, la Sua presenza di oggi a Rometta è motivo di grande gioia. Rometta è una terra che si riconosce nelle comuni radici cristiane. Nella sua plurisecolare storia è stata sempre fin dai primi tempi del Cristianesimo, luogo di gente fiera e coraggiosa nel professare la vera fede in Cristo anche votata al più estremo sacrificio della propria vita. Il 5 maggio del 965 l’intera popolazione di Rometta si immolò nella difesa estrema della propria città e della propria libertà alla conquista araba della Sicilia. A partire dai Normanni, a Rometta rifiorirono i segni della nostra fede: furono costruite nuove chiese e, sino al 1866, si contavano 22 chiese e ben 8 istituti monastici. E’ ancor di più, tra il 740 e il 810 d. C. Rometta ha avuto la gioia e l’onore di ospitare San Leone Vescovo che con le sue opere e il suo insegnamento ha temprato le vite dei nostri padri e, tutt’oggi, è il nostro Santo Protettore. Insigne poi è la nostra Chiesa il cui Arciprete, Priore della Grancia Benedettina di San Leone, nel 1534, per  Bolla Pontificia di Papa Clemente VII, fu insignito del titolo di Abate con l’uso della mitra e dei pontificali e, l’arcipretura estendeva la propria giurisdizione ecclesiastica anche sulle Parrocchie dei Comuni limitrofi. Molte delle Chiese erano dedicate alla Vergina Maria, madre di Dio, è per questo e per la profonda devozione mariana dei Romettesi, la nostra città era chiamata “Il Giardino di Maria”. Oggi, Eccellenza reverendissima, gli Amministratori, con umiltà si adoperano affinché i nostri cittadini, e soprattutto le nuove generazioni, possano beneficiare di una vita comunitaria sempre migliore e crescere e fortificarsi nella vita di tutti i giorni nella pienezza della nostra fede.

(da sinistra): il Direttore Generale, il Sindaco, Mons.Marra, il Presidente del Consiglio e il Consigliere Fortunato Marcianò

Segue un estratto del discorso di Mons. Giovanni Marra: "sono lieto di essere in questa antica città di Rometta. Salire qui è come se si entrasse nella grande Gerusalemme, la città della pace. Sembrava di non arrivare mai, però, poi ho visto le mura, la roccia, la prima Porta, la seconda Porta... mi sembrava di entrare a Gerusalemme, con le sue vie strette e sicure. Il mio primo sentimento è quello di salutare ciascuno di voi, dal Sindaco ai Consiglieri Comunali, dai sacerdoti che sono l’espressione della Chiesa a Rometta,  e Voi, cittadini di Rometta. Voi, romettesi, orgogliosi della vostra terra. Non v’è dubbio che qui ci sono le radici storiche, quelle radici culturali, religiose, filosofiche a cui accennava nella sua relazione il Presidente del Consiglio Comunale e....... poi le parole del Sindaco. Non conoscevo la storia di Rometta né la grande importanza delle sue numerose chiese. D’altra parte quando parlo dell’Arcidiocesi di Messina, spesso amo citare tre Chiese: la Chiesa Madre di Rometta, quella di Castroreale e quella di Alì Superiore. Tre magnifiche chiese, testimonianze di come la storia cristiana, proprio in questi centri alti che un tempo venivano edificati lontano dal mare, si realizzava nelle grandi opere e nelle grandi manifestazioni di fede.

La mia parola vuole essere di sostegno e di incoraggiamento a quello che è la vostra opera nella vita di ogni giorno. Non posso non fare riferimento ad alcune considerazioni di attualità, quali il particolare momento difficile in cui il mondo sta attraversando e nel quale si rischia di perdere il senso di tolleranza. Proprio in questi giorni, il santo padre, Benedetto XVI, ha parlato del dovere di rispetto del sentimento religioso, di tutti: il sentimento religioso  è il sentimento più intimo della persona, qualunque esso sia. Certamente non si ricorre ad atti di violenza nel tentativo di rivendicare il diritto della propria religione. Nel nome di Dio non vi può essere violenza. Dio non è un violento. Per noi, Dio è padre ed è padre per tutti. Il Dio delle tre grandi religioni non è un Dio violento. Siamo noi, uomini che talvolta diventiamo violenti. Allora dobbiamo tornare a questa visione di rispetto reciproco di ogni essere umano e, come è stato ricordato, qui oggi, a Rometta, il rispetto della dignità di ognuno, dell’uomo, della donna, sia in quelli che sono i propri diritti e sia in quelli che sono i propri doveri. Tutti dobbiamo lavorare affinché tutti possano realizzarsi, possano svilupparsi e possano usufruire di quelle che sono le proprie aspettative.